Itinerario di viaggio | California, Arizona, Nevada, Florida, New York ed East Coast

La mia pernanenza più lunga negli Stati Uniti risale ad aprile e maggio del 2015. L’idea iniziale era quella di stare via tre mesi per entrare nel cuore dell’America, per capirne gli usi, i costumi e per identificare la migliore modalità per fare business.
Purtroppo, a causa di sopraggiunti impegni personali e professionali, invece di tre mesi sono rimasto solo due, con un rientro di pochi giorni a metà del viaggio, dovendo rinunciare alla traversata coast to coast in pullman.
Non sono riuscito a fare il giro che mi ero ripromesso, ma ho visto molto e conosciuto tantissime persone. È stata una esperienza unica che conservo dentro, vissuta da solo, ma mai in solitudine.

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Il mio viaggio è cominciato da Los Angeles e più precisamente da Hollywood, dove mi sono fermato in uno dei migliori ostelli tra i numerosi visitati. Da lì, un giorno in downtown, un altro a Beverly Hills, un altro a Santa Monica e Venice Beach, un giorno a piedi per raggiungere la famosa Hollywood sign. Insomma, una settimana giusto per dare un’occhiata a una città che si estende per un centinaio di chilometri.
Trasferta in pullman Greyhound a San Diego. Ostello stile retrò/figli dei fiori in downtown. Ho conosciuto un ragazzo italiano e una coppia di ragazze veramente molto piacevoli, con cui ho passato alcune giornate. Poi sono andato poco più a nord, ad Ocean Beach, zona di surfer, con ostello praticamente fronte mare. In una calda ed assolata giornata sono andato con il bus nella zona, bellissima, della Hoila, da dove sono rientrato per vari km a piedi.

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Ho lasciato Dan Diego e mi sono trasferito a Phoenix, con un viaggio di 10 ore, sempre Greyhound in zone desertiche al confine con il Messico. Phoenix non ha molto da dire: moderna, strade dritte, alcune belle zone residenziali e tanto, tanto caldo. Sempre bus per Flagstaff, cittadina di una sperduta zona montana dell’Arizona, dove la mattina al mio risveglio ho trovato la neve e dove si incrocia la Route 66 (vedi foto). Punto di partenza per una maratona a Cotton Wood e anche per andare a visitare il Grand Canyon.
Dalla tranquilla Flagstaff alla scintillante e caotica Las Vegas in Nevada. Tutto luccica e tutto è finto, costruito per copiare le vere bellezze mondiali. Appena esci dalla via principale dei grandi alberghi, scopri la vera Las Vegas, con le sue assurdità, come la via dedicata ai matrimoni facili, dove ti sposi in mezzora, con shop per i vestiti, noleggio limousine per parata in centro e cappella per la cerimonia, tutto come un unico pacchetto vacanze.

Da Las Vegas sono rientrato in Italia, pochi giorni e poi eccomi ad est, atterrato a Philadelphia, più affettuosaemte chiamata Phill; bella, ccogliente e con un piacevole path lungo il fiume. Da lì Miami, Miami Beach, Fort Lauterdale e Key West. Tutta l’espressione delle più famose zone balneari della costa orientale degli Stati Uniti. Zone dove, sopratutto a Miami, la presenza ispanico sudamericana è davvero notevole.
Poi verso nord a Washington, città grande, o meglio, ampia. Con i suoi spazi, strade e parchi enormi, tutt’attorno alla zona della Casa Bianca. Esserci il giorno del Memorial Day e vedere la parata militare è stata una esperienza unica.

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Da lì a New York, di cui si potrebbe parlare all’infinito. Una città amata da molti (non da tutti) che pur non essendo la vera America, è il primo posto nel quale chiunque vorrebbe andare, arrivando negli Stati Uniti per la prima volta. L’Hostelling International in Amsterdam Avenue, vicino a Central Park, è qualcosa di bellissimo e unico. Raggiungere il New Jersey, partendo da Manhattan con il ferry, come fanno tutti i giorni i pendolari, ti porta in un altro mondo, sembra quasi di sbarcare in alcune zone del nord dell’Inghilterra, sopratutto se ci vai in una giornata un pò uggiosa.

Questa è la sintesi del mio viaggio, dei miei due mesi in USA, da ovest a est, tra ostelli e Greyhound bus.