Maratona New York 2015 | La più bella del mondo

La maratona di New York è dichiarata da molti come la più bella del mondo. Unica nel suo genere, si distingue da tutte le altre maratone per la straordinaria partecipazione del pubblico, che, con un entusiasmo difficilmente riscontrabile in altre manifestazioni sportive, ti incita ininterrottamente per tutto il percorso.

Qualunque maratoneta sogna di fare New York almeno una volta nella vita e chi, come me, ha avuto la fortuna di farla nel 2013 per la prima volta, non ha potuto resistere alla tentazione di ripeterla. Ecco quindi che, dopo il 2013 in solitaria, nel 2014 ci sono venuto portando altre 36 persone, tra runners, amici e simpatizzanti. E’ stato un evento nell’evento!

 

Quest’anno ho ceduto ancora alla tentazione di rifarla, di tornarci da solo e viverla con il massimo dell’intensità. La mia preparazione fisica è la peggiore degli ultimi anni e il peso, 5 kg in più di quando sono venuto a fare l’edizione 2014.

La maratona di New York inizia già al ritiro pettorali; il Jacobs Center è la massima espressione dello sport e della festa. Con la sua super organizzazione, in qualsiasi momento ritiri il pettorale senza nessuna attesa o coda. Poi il maxistore Asics, pieno di gente e di prodotto che il sabato, a una certa ora scontano del 50%. Infine tutta l’ampia zona dei padiglioni dei fornitori vari, una festa di colori, persone e situazioni bizzarre…., come un mercato nel quale girovagare all’infinito.

La notte antecedente la maratona difficilmente si riesce a dormire, l’adrenalina è alta e il fuso orario ancora si sente pesantemente. A forze di tentare di dormire arrivano le 5.00, orario in cui è bene alzarsi e iniziare i preparativi: scarpe, abbigliamento, cose da mangiare, per coprirsi e ripararsi dal freddo.

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Poi fuori al metrò fino al ferry per Stone Island dove, nonostante la marea di gente in attesa, difficilmente non si sale nel primo battello in arrivo. Arrivati nell’isola ci sono decine e decine di pullman ad aspettare, che partono appena sono al completo, portandoti nella zona della partenza.

L’attesa è lunga, ma non troppo, sopratutto in situazioni come quella di quest’anno dove il clima era assolutamente mite al mattino e non caldo durante la gara. Giro dagli sponsors per caffè caldo, te e donuts e poi comincia l’avvicinamento al coral di riferimento, con un occhio al timing del proprio wave di partenza.

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Eccoci alla linea di partenza, emozione a 1000, elicotteri sopra, moltissima gente davanti e dietro…, lo sguardo non riesce a vederne la fine. Suona al massimo NEW YORK NEW YORK con le parole di Lize Minelli e i brividi percorrono il tuo corpo, fino al tanto atteso sparo.

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Adesso ci siamo, 42 km e 195 mt da soli, soli con noi stessi, il nostro fiisico e la nostra testa. Soli a lottare, tenere il ritmo, resistere e non farsi sopraffare dalla stanchezza fisica e nenache da quella mentale. E’ iniziata la festa per le strade e del pubblico, quella unica di NY che affievolisce la fatica e la sofferenza, spingendoti a tenere duro e guardare avanti, fino all’arrivo.

L’arrivo è li, bello e colorato come molte volte lo abbiamo visto alla televisione. Io ci sono, sembra incredibile ma ci sono, ci sono per la terza volta e anche se il mio tempo non è quello degli anni scorsi, la soddisfazione è la stessa, forse addirittura maggiore. Thank you New York, thank you indeed!

Domani riprendo a lavorare a New York e la prossima settimana a Miami, sul mio progetto che a breve partirà per vendere negli Stati Uniti i prodotti dell’eccellenza italiana. Riprendo e cerco di riprendermi, con il pensiero sempre proiettato alle emozioni vissute.